Il Gruppo, nato nel 1987 oggi si definirebbe "trasversale", per la capacità di assumere su di sé scopi che interessano  anche le associazioni già operanti da tempo. Infatti si fonda sul rispetto e sulla difesa della natura, per educare con  l’esempio concreto ad amare la nostra terra, mettendo in grande evidenza inoltre le memorie umane e i loro risvolti  religiosi.  I progetti sono perseguiti con qualche contributo pubblico, ma soprattutto con molte braccia (spesso anche un  centinaio), disponibili ad agire all’interno di una comune volontà di conservare ogni segno della nostra civiltà sul  territorio, nonché di tramandare le più interessanti vestigia del passato. In tutto questo era stato saggio e umile  maestro Enrico Brigadoi Zanata, cioè il "Rico dal Fol", scomparso nel 2000.  Caratteristiche primarie del Gruppo sono la semplicità e la concretezza, perché si pone obbiettivi apparentemente  minori da eseguire e completare in tempi brevi. In questo modo sono stati portati a termine numerosi interventi sui  sentieri, la cui segnaletica è stata rifatta con nuove tabelle e scritte ben leggibili, in particolare per i percorsi più vicini  al paese che sono spesso i più abbandonati.  Da alcuni anni è stata dedicata attenzione ai cimiteri di guerra, scomparsi non solo dalle località che li hanno accolti,  ma anche dalla memoria di quasi tutti, come in Ceremana e in Valmaggiore. Su questi luoghi, rispettati fino alla  seconda guerra mondiale e poi dismessi e dimenticati, il Gruppo ha collocato tabelle commemorative con immagini e  informazioni fondamentali. Inoltre per quello di Valmaggiore è stata recuperata e sistemata anche la grande lapide  inizialmente nel cimitero delle Coste, depositata dopo il 1942 accanto alla Chiesa di San Nicolò. E’ di recente  collocazione il tabellone appunto alle Coste presso la centrale idroelettrica con quattro immagini d’epoca dal 1916 al  1930.  Ma ancora altri sono i campi d’intervento: dalla raccolta di rifiuti abbandonati in luoghi impropri al recupero di antiche  baite sui prati di monte, alla manutenzione delle Croci che sono tornate a brillare sulle cime che circondano il paese,  ai "brenzi" incavati nei tronchi.