Predazzo è il comune più popolato di Fiemme e l'ottavo del  Trentino per vastità di territorio. Quale centro umano è  l'evoluzione medievale di masi (dodici secondo la tradizione),  sparsi nella piana alluvionale formata dall'incontro del Torrente  Travignolo, dell'Avisio e del Monte Mulàt. Al Ponte della Costa  correva il confine settentrionale della Magnifica Comunità di  Fiemme. Insediamenti permanenti sembra fossero inizialmente (XII secolo)  la Costa e Zaluna.   Situato all'estremità nord-est della valle, alla confluenza del torrente Avisio con il Travignolo, Predazzo, con i suoi circa 4.100 abitanti, è il centro più popolato della Val di Fiemme in provincia di Trento. La regione dove nasce il borgo è situata "sull'orlo di una grande  struttura vulcanica", smantellata dell'erosione dell'Avisio e del  Travignolo La borgata è tradizionalmente divisa nei rioni di Piè di Predazzo,  Piazza, Sommavilla, Ischia di Sopra, Ischia di Sotto, il Fol. L'antica chiesa era stata costruita nel 1223. L'attuale chiesa fu costruita negli anni  1866-70 su progetto di M. Mayer. L'interno si svolge a tre navate sostenute da  colonne di monzonite nera, tutte di un pezzo. La decorazione a fresco è opera di Eugenio Cisterna (1912); le figure ai lati dei  finestroni sopra gli altari laterali, di S. Elena e di S. Giuseppe, sono di Camillo  Bernardi da Predazzo (1937). Gli altari in marmo bianco sono di Canzocoli. Le pale  dell'altare maggiore, dell'altare della Madonna e di quello di S. Antonio sono di Ugo  Guardabassi.  Sopra la porta della sacristia è collocato un S. Giorgio di un pittore della famiglia  degli Unterperger: La Via Crucis è di Giovanni Battista Chiocchetti da Moena.  Solo e successivamente i masi assunsero il nome comune di  Predazzo e nel 1318 questi formò un quartiere della Comunità  assieme a Moena, Forno e Daiano. Solo nel 1674 Predazzo  ottenne la rappresentanza di un Regolano di Comune in seno alla  Comunità stessa e nel 1876 l'elevazione a parrocchia.  Nel 1315 il borgo contava 85 abitanti ma a partire dal 1800 (2268  abitanti) i poi si verifico un forte incremento demografico dovuto al crescere di numerose attività economiche stimolate dalla  favorevole posizione geografica: l'attività mineraria prima, l'industria ed i commercio  del legname poi, fino all'attuale notevole concentrazione industriale, artigianale,  commerciale, turistica. Il 5 Gennaio 1888 fu elevata a borgata dall'imperatore  d'Austria Francesco Giuseppe d'Asburgo: contava 3350 abitanti.  Sono di Predazzo Bartolomeo Rasmo (1803-1847) pittore; Camillo Bernardi (1875-  1938) pittore e Giuseppe Morandin ( - 1966) geografo.  Nonostante la sua evoluzione artigianale, industriale e turistica la borgata ha  conservato una componente agricolo-silvo-pastorale: produzione di latticini  (caseificio sociale consorziato) zootecnica (Federazione della società allevamento  bovini razza grigia alpina della Provincia di Trento). Maschi di famiglie di un determinato cognome (circa 700) beneficano del reddito del  feudo (Regola Feudale), boschi e pascoli sul Monte Feudo (M.Vardambio detto nel  1241 Gurdabon), lasciato, così la tradizione, ai Predazzani, allora poche famiglie, da  Margherita Maultasch, contessa del Tirolo, nel XIV secolo. 
<-----------------> <-----------------> I SORANOMI DE PARDAC (I SOPRANNOMI DI PREDAZZO) attraverso i versi di Cino Giacomelli 1907-1970 I LUOGHI I SENTIERI DEGLI INTERVENTI FATTI LA MAPPA DI PREDAZZO INTORNO PER PREDAZZO FOTO DI PREDAZZO